C’è la crisi, aumentano furti e aggressioni:
ruberie più sei per cento

Due economisti della Banca d’Italia hanno indagato sui legami
tra il peggioramento dell’attività economica e i reati comuni


di Barbara Corrao

ROMA A mali estremi, estremi rimedi. Ovvero: se la crisi più dura dal Dopoguerra ad oggi riduce, anche drasticamente in alcune aree, le risorse economiche degli italiani e di chi vive in Italia, aumentano i reati «economici». Non tutti però: soprattutto furti ed estorsioni. Al contrario, diminuiscono le rapine, reati da professionisti che non è facile improvvisare. La crisi non impatta, poi, sui reati non economici: omicidi, aggressioni, violenze sessuali non mostrano un collegamento con le difficoltà ad arrivare a fine mese.
È uno studio, pubblicato nei Temi di discussione della Banca d’Italia, a giungere a queste conclusioni e a sfatare molti luoghi comuni. Come quello sulla percezione sociale della sicurezza in rapporto ai dati statistici. Nel periodo 2007-2009 il 90% degli imprenditori lombardi era pronto a giurare sull’aumento dei reati a causa della crisi (rapporto Unioncamere) quando l’Istat nel 2010 dimostrava che gli atti criminali erano in declino. Sono dunque gli stessi economisti di Bankitalia, Guido de Blasio e Carlo Menon a mettere in guardia sul fatto che un’analisi semplicistica delle tendenze rischia di portare fuori strada.
CRIMINE ORGANIZZATO

L’analisi dei due ricercatori è molto dettagliata e incorpora una serie di avanzamenti tecnici, come loro stessi fanno rilevare, rispetto a precedenti ricerche. Tanto per cominciare, il focus: si sono concentrati su quelle attività criminali verso le quali è facile scivolare quando le condizioni economiche generali peggiorano. Più in particolare, la ricerca è andata ad indagare a livello locale, facendo emergere una mappa dell’Italia estremamente articolata e variegata, anche all’interno di una stessa Regione. Risultato: una caduta dell’attività economica dell’1% a livello locale, si traduce in un aumento dello 0,6% dei furti e nell’1% delle estorsioni. Con oscillazioni cha vanno da +15 a -30 per cento, sia nell’attività economica che nei furti. D’altra parte, osservano i ricercatori, la contrazione dell’attività economica tra il 2007 e 2009 ha portato il 18% degli italiani a rischio di povertà e il 16% delle famiglie ha avuto forti difficoltà nel pagare i conti a fine mese. La citazione da George Orwell, con la quale i due economisti aprono la ricerca, parla più di tante cifre: una persona spinta ai margini sociali dalla povertà «è pronta a commettere un reato se gli pare una buona opportunità».
Inoltre, l’impatto dei reati minori, quelli più facili da commettere quando la crisi morde, è risultato maggiore là dove sono più numerose le piccole e medie imprese e i giovani perché minore è il paracadute sociale. Al contrario, de Blasio e Menon hanno trovato meno riscontri in quelle regioni dove la criminalità organizzata (mafia, camorra, ’ndrangheta o altro) è più diffusa. Come se il monopolio illegale del crimine costituisse una barriera, osservano, per i potenziali nuovi entranti. Tutti elementi raccolti utilizzando il «Sistema d’indagine», una dataset unico, riferiscono i due ricercatori, che integra le statistiche ufficiali con le informazioni raccolte attraverso i verbali redatti dalle vittime dei singoli reati, raccolti nell’attività investigativa quotidiana dei commissariati. Così è stato possibile esaminare, per il periodo 2004-2009, 34 sub-categorie di micro e macro crimini.
SUPERMERCATI SOTTO TIRO

Sono elaborazioni che trovano una confermain un altro studio, questa volta della Coldirettiche si è basata sul «Barometro dei furti nella vendita al dettaglio». Ebbene, nel 2011 il centro di ricerca ha registrato furti per 150 euro in media per famiglia all’anno, pari all’1,39 per cento del totale delle ventie nei supermercati. Il che equivale ad un ammontare di circa 3 miliardi l’anno. Dagli scaffali dei supermercati e, in generale, della grande distribuzione, spariscono lamette, rasoi, accessori per l’abbigliamento, formaggi, giacche e persino cappotti oltre a carne e profumi.

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