Lacrimogeni dal ministero Giustizia Il questore: sparati dalla polizia
In un video si vedono partire 3 lacrimogeni dalle finestre di via Arenula. Severino avvia indagine interna. Interrogazione Pd. Scarcerati gli 8 manifestanti
16-Novembre-2012
ROMA - Continuano le polemiche dopo gli scontri di mercoledì a Roma tra studenti e forze dell'ordine in occasione della giornata di mobilitazione europea contro l'austerity. Un filmato, diffuso da Repubblica.it, fa scoppiare un nuovo caso.

Nelle immagini, girate con uno smartphone da un appartamento di via Arenula, si vede il palazzo del ministero della Giustizia e, in strada, i manifestanti che corrono dopo aver forzato il blocco della polizia. Dopo pochi secondi da alcune finestre del secondo piano e dal tetto del ministero si vedono partire dei lacrimogeni che finiscono tra la folla. Si tratta di tre lanci in totale: due dalle finestre del secondo piano, uno dal tetto.

«I lacrimogeni dal ministero sono stati lanciati da agenti di polizia: sono stati sparati "a parabola" non diretti sui manifestanti. La traiettoria è stata deviata perché hanno urtato sull'edificio», ha detto il questore di Roma, Fulvio Della Rocca. «Se ad un certo punto veniamo aggrediti militarmente è chiaro che dobbiamo reagire, perché siamo qui anche per questo: per tutelare la legge, questo è il nostro compito», ha aggiunto Della Rocca.

«Se ci sono stati eccessi agiremo e verificheremo di conseguenza. Accerteremo eventuali responsabilità dei singoli. Ma la gestione dell'ordine pubblico non ha avuto problemi», ha sottolineato poi il questore.

La Procura di Roma intantoindaga su eventuali eccessi di comportamento degli agenti di polizia nel corso degli scontri del 14 novembre scorso. Gli accertamenti riguardano anche il comportamento di alcuni manifestanti. Al vaglio degli inquirenti finiranno filmati e foto che ritraggono alcuni momenti del corteo durante le cariche e gli scontri sul Lungotevere. I reati che potrebbero, in via di ipotesi, configurarsi sono quelli di lesioni personali ed eccesso colposo legato alla forma di intervento.

Il ministro della Giustizia, Paola Severino, ha immediatamente disposto un'indagine interna ed esprime «inquietudine e preoccupazione». «Dai primi accertamenti, è stato verificato che lacrimogeni a strappo, come quelli che sembrerebbero essere stati lanciati dal Ministero» durante lo sciopero europeo, «non sono in dotazione al reparto di polizia penitenziaria di via Arenula», fa sapere il ministro della Giustizia, assicurando che «le verifiche proseguiranno con il massimo impegno, con il dovuto rigore e con la massima tempestività».

Il Pd. «Serve chiarezza sul lancio di lacrimogeni avvenuto mercoledì scorso: per questo abbiamo avanzato una interrogazione al ministro dell'Interno Cancellieri perché si capisca subito cosa è avvenuto. La verità è nell'interesse dei manifestanti, degli agenti e dell'opinione pubblica». Lo sottolinea Emanuele Fiano, responsabile Sicurezza Pd.

«Inaccettabile». Così il responsabile Giustizia dell'Italia dei Valori, senatore Luigi Li Gotti, giudica il lancio di lacrimogeni dal ministero della Giustizia. «Ci sono stati diversi episodi di violenza durante i cortei e tutti vanno condannati. Ma è ancora più grave - aggiunge - se provengono in modo così evidente da chi è chiamato a tutelare la giustizia, la legalità e rappresenta lo Stato. Non cadiamo nell'inganno di fare di tutta l'erba un fascio, ma allo stesso tempo non possiamo girarci dall'altro lato se qualcuno deturpa le Istituzioni in questo modo».

Scarcerati i manifestanti. Tutti scarcerati gli otto manifestanti arrestati mercoledì scorso durante i disordini avvenuti nella Capitale in occasione dello sciopero europeo. Lo ha deciso il Gip Wilma Passamonti che, secondo quanto riferito dall'avvocato Francesco Romeo, che nel convalidare l'arresto di sei di loro ha disposto per questi l'obbligo di firma, mentre per altri due la richiesta di convalida della misura restrittiva non è stata accolta.
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