Auguri a Monica Bellucci, 50 anni in 50 scatti

Auguri a Monica Bellucci, 50 anni in 50 scatti
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Martedì 30 Settembre 2014, 12:23 - Ultimo aggiornamento: 1 Ottobre, 09:27

La prossima intervista sugli anni la far quando ne sto per compiere 100: ironizzava Monica Bellucci in un'intervista rilasciata solo una settimana fa. Sono mesi che sui suoi 50 anni riceve richieste da tutti i media del mondo. E oggi il grande giorno è arrivato.

«Cinquant'anni? Non sono spaventata, sono viva, in salute, ho due figlie che adoro, direi che è un bilancio più che positivo». Nata a Città di Castello, in Umbria, prima modella, poi attrice, amata dalla moda, Dolce & Gabbana su tutti, ha debuttato in tv con Dino Risi in Vita coi figli, poi al cinema con La Riffa di Laudadio, I mitici di Carlo Vanzina ma è con Malena di Giuseppe Tornatore che raggiunge la popolarità.

Nel '96 sul set dell'Appartamento conosce Vincent Cassel e il trasferimento a Parigi diventa definitivo. I due attori, che hanno due bambine Deva e Leonie, si sono separati non senza clamore nell'agosto 2013 dopo 14 anni.

«All'inizio la bellezza serviva a proteggermi - dichiara - È un talento naturale che, come l'intelligenza, ci è stato dato per metterci alla prova. E uno strumento del mio lavoro, ovviamente. Ma se è fine a se stessa può diventare un handicap. L'aspetto seducente rischia di trasformarsi in una maschera che impedisce agli altri di cogliere la tua anima. Non va bene come donna, tantomeno per una donna attrice». Rispetto a tanti anni fa cosa è cambiato? «Non ho più paura, mi sento serena. Ho imparato a confrontarmi con gli altri. Sono molto più contenta oggi che quando avevo trent'anni. E poi ho tanta energia , ho voglia di sperimentare, migliorarmi. Continuo dopo quasi 25 anni ad amare questo mestiere che mi spinge ala ricerca personale».

A Cannes ha incantato tutti con la fata delle Meraviglie di Alice Rohrwacher, «mi è piaciuto darle fiducia e sono stata ripagata, quando l'Italia mi chiama per progetti belli così ci sono sempre. E poi quel film mi smuoveva un pò dentro. Sono cresciuta in provincia, molto protetta ma non vedevo l'ora di andare via. È arrivato in un momento particolare della mia vita, mi stavo separando non è stato solo lavoro, ma una bella esperienza umana».

Tra i film della sua carriera tra Italia e Francia bisogna citare Sanguepazzo di Marco Tullio Giordana, L'uomo che ama di Maria Sole Tognazzi, Baarìa ancora di Tornatore, Manuale d'amore 3 di Giovanni Veronesi, Un Ètè Brlant di Philippe Garrel e appunto Le meraviglie di Alice Rohrwacher premiato a Cannes. In che rapporto è con i social network? Ci sono attrici che postano ogni cosa, dalla passeggiata con le amiche alla seduta di make up. «Non sono sui social network, i profili che portano il mio nome sono tutti falsi. Internet è un mondo a parte in cui si vivisezionano le persone. Mi ricorda il parrucchiere di Città di Castello, dove si spettegolava su tutto e su tutti. Mai sopportato, figuriamoci oggi». E lo specchio? «Ricordo sempre quello che mi diceva sempre la nonna: per essere bella fuori, devi essere bella dentro».